CINEPEEP
CINEPEEP
E MOLTO
PRESENTA
ALTRO
NUOVO ARTICOLO
LA KRISMA TV
Cinepeep ha affrontato più volte il rapporto tra immagine audiovisiva e tecnologia di riferimento ponendo l'accento sulla capacità di quest'ultima di influire sul senso generale dell'opera e di creare nuovi orizzonti di senso.
E' seguendo questo sentiero che siamo andati alla ricerca di esperienze che ci portano ad aprire una nuova rubrica che chiameremo Audiovisivi ...e dintorni. Il primo omaggio é dedicato a Krisma Tv.
I Chrisma (in seguito Krisma) sono stati una delle band italiane più radicali e innovative tra fine anni ’70 e ’80.
Formata da Maurizio Arcieri e Christina Moser, attraversa più fasi mantenendo tuttavia un filo conduttore: la rottura delle convenzioni, tanto musicali quanto estetiche. Nome formato dalla crasi dei nomi dei due componenti, i Krisma nascono a Milano verso la fine degli anni'70, in pieno fermento punk e post-punk. La loro musica è caratterizzata da un'elettronica minimalista attraverso influenze Kraftwerk, Velvet Underground, disco sperimentale con un forte orientamento synth-pop e new wave punk abbracciandone lo stesso spirito di rottura: tagliare i ponti con il passato musicale italiano melodico, prog o cantautorale e rifiutare le convenzioni discografiche, in particolar modo nel primo disco Chinese Restaurant ( 1977) mantenendo profonde venature dark.
Inoltre, e qui veniamo al centro del nostro discorso, i Krisma si consideravano non solo musicisti ma comunicatori totali sfociando nel videoclip con montaggi veloci e ambientazioni surreali facendo emergere un fascino ambivalente per le macchine viste sia come strumento di libertà che di controllo sociale arrivando a esprimere un autentico stile.
Da questo universo tanto complesso e affascinante nasce il progetto della Krisma Tv.
La Krisma TV può essere letta come un perfetto terreno per il sublime tecnologico, dove la saturazione visiva e sonora travalica il semplice intrattenimento diventando un’esperienza estetica che sfida la percezione ordinaria proponendo il bello disinteressato che agisce come fine a sé, evocando un piacere universale senza scopi esterni. Krisma TV non cercava soltanto di piacere, ma di colpire, disorientare, spingendo lo spettatore a una forma di coinvolgimento sensoriale profondo.
Era l'invito a una partecipazione attiva dello spettatore.
Il resto dell'articolo lo trovate nella rubrica Audiovisivi ... e dintorni.
THE SUBSTANCE (2024) DI CORALIE FARGEAT
Un Freaks Show non convincente
Continua l’indagine sulla mutazione dei corpi.
Da Crimes of the Future (David Cronenberg, 2022) e il precedente Titane (Julia Ducournau, 2022) il body-horror è ormai sistemico in un cinema che ambisce alla legittimazione critica attraversando in questo caso il parallelismo nascita/disgregazione.
Grazie a Coralie Fargeat torniamo alle origini del progetto Cinepeep, nei meandri più oscuri della settima arte in cui il disgusto e la putrescenza vengono elevati a opera d’arte e strumento di lotta contro il politicamente corretto, cancro dell’audiovisivo contemporaneo … e forse non solo.
Ma The Substance ha una tale forza eversiva?
Il film di Coralie Fargeat (francese come Julia Ducournau) è un connubio tra il dissacrante attacco al potere di Society;The Horror, Brian Yuzna, 1989 e l’indagine sul potere alienante dell’audiovisivo di Videodrome, David Cronenberg, 1983, con una sequenza ispirata, in modo fin troppo evidente, a Carrie; lo sguardo di Satana, Brian De Palma, 1976. Altri temi centrali sono la tematica del doppio ispirata a Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde o Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di Robert Louis Stevenson oltre alla critica sul taglio patriarcale e la mercificazione del corpo femminile.
Come la Comedia dantesca ha influenzato il cinema nell'epoca delle tecnologie digitali.